18 Febbraio 2010
FILIERA PARADOSSALE: DA FARMVILLE ALL’AGRICOLTURA PROFESSIONALE

 Parma 15 febbraio 2010 - FarmVille è un gioco che si attua in rete in seno a Facebook, uno dei più famosi social network di tutto il mondo, e consiste nel simulare la gestione di un’azienda agricola. L’utente si trasforma in un agricoltore e si dedica alla cura della propria fattoria. Si ritiene che questo sistema registri 72 milioni di visite in un mese. Si tratta di “coltivatori diretti virtuali”, ovvero coloro che si avvicinano all’agricoltura soltanto attraverso un computer.Vi sono però anche gli hobbisti reali, che secondo un’indagine di Nosmima sono circa un milione, con un estensione media  di terreno di circa un ettaro si dedicano alla coltivazione di prodotti per se stessi e per la propria famiglia e poco più. Questa categoria si divide in “ tradizionalisti”, spesso pensionati,  età di oltre sessant’anni, ed i neofiti con  un’età compresa tra i 40 e i 60 anni. Secondo le rilevazioni demoscopiche hanno un buon livello d’istruzione e non si propongono di ottenere un reddito ma si dedicano alla cura della terra solo per il gusto di nutrirsi con prodotti da loro coltivati. Si può parlare -in questo caso di “filiera ultra corta” perché i frutti di questo lavoro rimangono all’interno della famiglia che li produce.Appartengono invece ad una  terza categoria gli agricoltori non professionali, spesso e volentieri lavoratori dipendenti, che integrano il loro reddito curando un appezzamento per lo più lasciato in eredità dai genitori con attrezzature datate. Questa categoria controlla non trascurabili estensioni.Ultimi, ma non per importanza, gli agricoltori professionali, coloro i quali vivono solo del reddito agricolo.E' la categoria più esposta per effetto della crisi finanziaria generale  e del mercato agricolo e questa dovrebbe essere la  categoria a cui la Politica e Pubblica Amministrazione – conclude Fabio Massimo Cantarelli, Presidente del Consorzio Agrario di Parma - dovrebbe prestare la maggior attenzione possibile a cominciare da una migliore modulazione degli aiuti comunitari che dovrebbero concentrarsi su questa classe di agricoltori, sempre però in funzione di orientamento della categoria verso obiettivi strutturali di ammodernamento e di razionalizzazione delle imprese così  da rimettere in sesto -anche in termini competitivi- l' intero comparto.  




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