01 Febbraio 2010
FILIERA, FILIERA CORTA, ANZI LUNGHISSIMA

Parma 19 gennaio 2010 - Nei mesi scorsi la stampa d’informazione ha dato ampio risalto all’iniziativa commerciale intrapresa dal noto ristoratore e produttore di salumi Spigaroli di Polesine: le  prelibatezze di Spigaroli saranno servite a Buckingham Palace sulle mense dei Re ali d’Inghilterra.

Il principe Carlo di certo non ha seguito i ricorrenti  slogan di casa nostra: filiera corta e chilometro zero.

Due binomi che racchiudono in sé un nuovo modo di concepire il commercio e che, oltre all’aspetto economico, esprimono valori etici quali il risparmio
energetico, l‘abbattimento dei costi trasporto, la riduzione degli imballaggi, un minor inquinamento  ed altro.
“Filiera corta” quindi non si addice all'ammirevole Fornitore della Real Casa, Spigaroli, nè, più in generale   collima con Parma, territorio  che ha sempre portato al di fuori del proprio ambito geografico le proprie eccellenze alimentari, quali il prosciutto, il parmigiano , il culatello, la pasta, la conserva di pomodoro e il latte; quest’ultimo pur non essendo prodotto da stalle del nostro territorio, gode di popolarità in tutto il mondo grazie al logo “Parma” e costituisce una grande fonte di prosperità per numerose famiglie parmensi.Questa è la cosiddetta  "parmigianità" agroalimentare – conclude Fabio Massimo Cantarelli, Presidente del Consorzio Agrario di Parma –   un sistema che si è specializzato nel tempo e che ha portato le aziende a commercializzare i propri prodotti ben al di là del proprio territorio e che si prefigge di vincere la sfida della globalizzazione grazie alla sua capacità di farsi apprezzare in tutto il mondo. 




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